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Medesano up and down
Le fotografie di Ophris dalle colline al Taro
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È sempre più difficile trovare uno spazio verde incontaminato che l'uomo non ha occupato con manufatti di cemento. Ophrys, che fotografa per passione dal 1984, riesce a individuare i luoghi, a volte ritagli minuscoli, dove la natura è ancora protagonista. Scansa con lo sguardo capannoni e costruzioni disarmonici con l'ambiente circostante e vive l'incontro con questi paesaggi come se fosse un appuntamento. Ad aspettarlo sono sempre gli stessi luoghi tra le colline di Medesano e la pianura verso il fiume Taro, nella provincia di Parma. Porta sempre con sé la macchina fotografica, ma anche lo stupore e la meraviglia come se ogni volta vedesse gli stessi paesaggi per la prima volta. Ophrys non perde occasione di fermare con un clik quello che colpisce di più la sua attenzione, allo scopo di prolungare la durata delle emozioni vissute durante le sue escursioni. Il fotografo è un cacciatore moderno, che invece di imbracciare il fucile per catturare la preda infierendo sulla natura, entra nel mondo in punta di piedi, impugna la sua macchina digitale prendendo di mira i prati, i fiori, le farfalle, per conquistarli e portarli con sé senza ferirli. Quanto si porta a casa il fotografo è una forma di ricordo di ciò che ha visto, una copia della natura che è stata sublimata dal suo occhio. La fotografia è come strumento magico, che ci permette di appropriarci del mondo, continuare ad ascoltare quello che ha da dirci, sentire i suoi messaggi, godere i suoi colori, ma senza mai disturbarlo.
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